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CORONAVIRUS - Indicazioni relative all’emergenza COVID-19 e limitazioni nell'accesso al Consolato e nell'erogazione dei servizi

Datum:

24/06/2020


CORONAVIRUS - Indicazioni relative all’emergenza COVID-19 e limitazioni nell'accesso al Consolato e nell'erogazione dei servizi

1) CORONAVIRUS: MISURE ADOTTATE IN GERMANIA

2) CORONAVIRUS: INDICAZIONI PER L'INGRESSO IN GERMANIA

3) CORONAVIRUS: MISURE ADOTTATE IN ITALIA

4) CORONAVIRUS: INDICAZIONI PER L'INGRESSO IN ITALIA

5) CORONAVIRUS: RACCOMANDAZIONI DELLE AUTORITA’ SANITARIE

6) CORONAVIRUS: RIDUZIONE DEI SERVIZI CONSOLARI

7) CORONAVIRUS: ACCESSO SEMPLIFICATO ALLE PRESTAZIONI SOCIALI IN GERMANIA

8) CORONAVIRUS: AIUTO IMMEDIATO PER IMPRESE E LAVORATORI AUTONOMI (SOLO-SELBSTSTӒNDIGE)

 

 

 

1) CORONAVIRUS: MISURE ADOTTATE IN GERMANIA

ATTENZIONE: dal 2 novembre è in vigore in Germania un SEMI LOCKDOWN (per i dettagli, v. sotto).

Dal 2  novembre sono vietati tutti i pernottamenti per motivi di turismo, su tutto il territorio nazionale.

A seguito del diffondersi dell'epidemia di Covid-19, in Germania sono state adottate dal marzo 2020 numerose misure per contenere il
contagio.

Nel sistema federale tedesco, la competenza sulle misure di contenimento spetta essenzialmente ai Länder:
esistono quindi regole diverse nei 16 Länder, anche se ovviamente il Governo federale ha favorito il coordinamento delle misure a livello nazionale, promuovendo una serie di incontri tra i Ministri Presidenti e la Cancelleria Merkel (oltre a numerosi altri incontri a livello tecnico) in cui sono state adottate decisioni quadro valide per tutto il territorio nazionale.

Il 16 giugno 2020 è stato deciso il prolungamento delle misure di contenimento generali (limitazione dei contatti sociali, obbligo di mantenere il distanziamento sociale ovunque sia possibile e di portare la mascherina nei luoghi chiusi aperti al pubblico, inclusi i mezzi pubblici) fino a nuovo avviso: per maggiori informazioni su tali misure generali, consultare il Comunicato stampa del Governo tedesco (in inglese).

Dal 7 ottobre è in vigore in diversi Länder il divieto di ospitare presso strutture ricettive (alberghi, case vacanza e simili) persone che nei precedenti 14 giorni siano state in aree a rischio interne alla stessa Germania (cd. Beherbergungsverbot).

Il 14 ottobre 2020 il Governo federale e i Laender, a fronte dell'ulteriore peggioramento della situazione epidemiologica nel Paese, hanno concordato l'adozione di una serie di misure di contenimento ulteriori, tra cui si ricordano quelle relative alle aree considerate "hotspots" (cioè con un'incidenza maggiore di 50 casi a settimana ogni 100mila abitanti): estensione dell'obbligo di mascherina, limitazione a 10 del numero massimo di persone che possono incontrari all'aperto, limitazione a 10 del numero massimo di partecipanti ad eventi privati (sia in spazi pubblici che in luoghi privati), chiusura di tutti gli esercizi pubblici e divieto di vendita di alcool a partire dalle 23.

Il 28 ottobre è stato deciso un SEMI LOCKDOWN (in vigore dal 2 novembre e per tutto il mese di novembre) che prevede le seguenti misure:

  • vietati i pernottamenti per motivi di turismo;
  • chiusi ristoranti, bar e simili (ma sono consentiti l’asporto e la consegna a domicilio);
  • chiusi tutti i luoghi di intrattenimento e di cultura (inclusi cinema, teatri e opere);
  • vietati gli eventi pubblici;
  • vietato qualsiasi assembramento di persone appartenenti a più di due nuclei familiari (e comunque non possono incontrarsi più di 10 persone, nè al chiuso né all'aperto);
  • le partite dei campionati sportivi professionali si svolgeranno a porte chiuse;
  • vietato lo sport amatoriale (con eccezioni per le attività fiscihe svolte individualmente o con conviventi);
  • chiuse le palestre e i servizi alla persona (tranne parrucchieri e servizi di fisioterapia);
  • forte raccomandazione ad evitare gli spostamenti non necessari (incluse le visite a parenti);
  • incentivato lo smart working ovunque possibile;
  • aperti i negozi (con ingresso consentito soltanto ad un cliente ogni 10 metri quadri);
  • aperte le scuole di ogni ordine e grado.

Dal 16 novembre sono inoltre valide le seguenti forti raccomandazioni:

  • restare in casa in caso di sintomi da raffreddamento (prendendo contatto telefonico con il medico di base);
  • riununciare completamente a feste private;
  • ridurre al minimo assolutamente indispensabile i contatti con altre persone (incontrando soltanto persone di un unico altro
    nucleo familiare - sempre lo stesso; la regola vale anche per bambini e giovani della famiglia);
  • rinunciare alle attività del tempo libero;
  • evitare di recarsi in luoghi aperti al pubblico, di prendere mezzi pubblici e di effettuare viaggi privati, quando non necessario;
  • fare visita a persone anziane o a rischio soltanto se tutte le persone della propria famiglia sono completamente asintomatiche.

Il Governo federale metterà inoltre a disposizione delle persone appartenenti a categorie a rischio, a partire dall'inizio del 2021, 15 mascherine FFP2 a prezzo moderato.

I singoli Länder hanno adottato specifiche ordinanze per implementare il semi-lockdown: si consiglia quindi ai connazionali di informarsi nello specifico sulle norme in vigore nel Land in cui si trovano.

Un elenco dei siti istituzionali dei Länder è reperibile QUI (in tedesco); alcuni Länder mettono a disposizione anche informazioni in inglese: riportiamo di seguito, ad esempio, quelle pubblicate da Berlino, dalla Baviera (sul sito del Comune di Monaco), da Brema e dall'Assia (sul sito del Comune di Francoforte sul Meno).

Altre informazioni in inglese sono reperibili sul sito "Zusammen gegen Corona" ("Insieme contro il Coronavirus") del Ministero della Sanità tedesco o nelle FAQ del Ministero federale dell'Interno.

Tutte le informazioni sulla app tedesca di tracciamento del Covid-19 (Corona Warn App), inclusi i link diretti per il download, si trovano a questo link.

Informazioni sull'obbligo di quarantena/di tampone sono disponibili nella sezione "Ingresso in Germania".

 

2) CORONAVIRUS: INDICAZIONI PER L’INGRESSO IN GERMANIA

ATTENZIONE: dal 2 novembre è in vigore in Germania un SEMI LOCKDOWN (per i dettagli, v. sezione "Misure adottate in Germania"). Dal 2 al 30 novembre sono VIETATI TUTTI I PERNOTTAMENTI PER MOTIVI DI TURISMO, su tutto il territorio nazionale.

INGRESSO IN GERMANIA DA PAESI UE+

A partire dal 16 giugno la Germania ha abolito tutte le restrizioni all’ingresso per i viaggiatori provenienti dai Paesi dell’Area UE+ (Paesi UE, Schengen e Regno Unito), compresa quindi l’Italia. Per le informazioni sull'ingresso da Paesi terzi, v. sotto.

Tuttavia, chiunque si sia recato, nei 10 giorni precedenti l'ingresso in Germania, in un'area considerata "a rischio" deve attenersi all'obbligo di quarantena, come previsto dall'ordinanza del Land in cui intende recarsi (e fatti salvi i casi di esenzione lì previsti). Salvo disposizioni diverse a livello di Land, è normalmente esentato dall'obbligo di quarantena chi sia soltanto transitato (senza pernottamento) attraverso un'area a rischio.

Attenzione: Sia l'Italia che numerose altre Regioni europee sono al momento considerate "aree a rischio" dalla Germania (la lista completa delle aree "a rischio" può essere consultata QUI). Le regole sotto riportate valgono quindi anche per chi fa ingresso in Germania dall'Italia.

Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l'ingresso in Germania si siano recati in aree considerate "a rischio" devono segnalare il proprio ingresso all'Autorità sanitaria localmente competente registrandosi online sul portale https://www.einreiseanmeldung.de (alcuni Länder hanno però attivato altri portali); se non è stata possibile la registrazione online, l'obbligo è comunque considerato assolto da parte di coloro che fanno ingresso in aereo, se compilano l'apposito "formulario di sbarco" (Aussteigekarte). Le uniche eccezioni all'obbligo di registrazione riguardano i casi di transito (in area a rischio o in Germania), i casi di ingresso dall'area di frontiera per meno di 24 ore o quelli di ingresso per trasporto di merci o persone: tutte le altre persone che nei 10 giorni precedenti l'ingresso in Germania siano state in un'area a rischio sono tenute a registrarsi online (anche se fanno parte di categorie esentate dall'obbligo di quarantena, v. sotto).

Chi fa ingresso da aree a rischio deve normalmente rispettare un periodo di quarantena di 10 giorni. Tale periodo di isolamento potrà essere interrotto in caso di risultato negativo ad un tampone, che potrà tuttavia essere effettuato soltanto a partire dal quinto giorno dopo l'ingresso nel Paese.

Nelle ordinanze dei Länder sono previsti una serie di casi di esenzione da tale obbligo: l'esenzione è in alcuni casi totale (la persona non è sottoposta ad alcun obbligo di quarantena o tampone), in altri parziale (in tali casi è possibile essere esentati dalla quarantena di 10 giorni se si presenta il risultato negativo di un tampone molecolare - scritto in inglese, francese o tedesco - effettuato non più di 48 ore prima dell'ingresso in Germania oppure se si effettua un tampone al momento dell'ingresso, ma in tale secondo caso si deve restare in quarantena fino all'esito negativo). I dettagli relativi ai casi di esenzione devono essere verificati nell'ordinanza del Land in cui si intende entrare. Per una lista delle ordinanze in vigore nei singoli Länder, v. la tabella in fondo a questa pagina.

Normalmente (ma, come detto, valgono le norme dei singoli Länder, che possono discostarsi dalle regole generali di seguito elencate), sono esentati dall'obbligo di quarantena (esenzione totale):

  • le persone che fanno ingresso dalle aree di frontiera per un massimo di 24 ore;
  • i pendolari che viaggiano regolarmente da o per un'area a rischio per motivi di lavoro, studio o formazione professionale comprovati e strettamente necessari, facendo rientro al proprio domicilio almeno una volta alla settimana;
  • le persone in transito (che devono lasciare il Paese immediatamente);
  • per periodi non superiori a 72 ore (e nel rispetto delle norme igieniche e di distanziamento):
    • le persone che fanno ingresso per far visita a parenti di primo grado,
    • chi fa ingresso per ragioni legate al trasporto di merci o persone,
    • le persone la cui presenza è indispensabile per il sistema sanitario,
    • diplomatici di alto livello, parlamentari o membri di Governo.

Sono invece esentati (sempre di norma, ma è bene verificare l'ordinanza specifica del Land di destinazione) dall'obbligo di quarantena generale, ma solo se possono presentare un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l'ingresso oppure si sottopongono al tampone al momento dell'ingresso (restando in quarantena fino all'esito negativo - casi di esenzione parziale):

  • le persone che svolgono professioni "critiche" per il funzionamento del sistema, il cui ingresso sia strettamente necessario (e tale necessità deve essere comprovata),
  • le persone che fanno ingresso per far visita a parenti di primo (per più di 72 ore) o secondo grado o per motivi di salute,
  • i dipendenti di ditte di trasporto, i poliziotti e gli sportivi (invitati a manifestazioni sportive),
  • le persone che fanno ingresso per periodi fino a 5 giorni per motivi di lavoro, studio o di formazione professionale comprovati, strettamente necessari e improrogabili (o quelle che per gli stessi motivi siano stati in un'area a rischio per un massimo di 5 giorni).

Per i casi di esenzione parziale, si ricorda che: il tampone può essere effettuato prima della partenza (in un Paese UE o incluso nel pertinente elenco del RKI), ma non più di 48 ore prima dell'ingresso in Germania e l'esito negativo deve essere scritto in inglese, francese o tedesco e deve essere conservato per almeno 10 giorni. Il test può essere molecolare (PCR) oppure antigenico (ma se antigenico deve soddisfare i requisiti di affidabilità stabiliti dall'OMS, v. criteri pubblicati sul sito dell'RKI).

In alternativa, il test può a volte essere effettuato direttamente nel luogo di ingresso in Germania (aeroporto, porto marittimo, autostazioni). Ove ciò non sia possibile (diversi centri presenti finora negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie sono stati chiusi), il test può normalmente essere eseguito in un secondo momento presso una struttura sanitaria abilitata (che sarà indicata dalle Autorità tedesche), rispettando nel frattempo l’obbligo di quarantena.

Maggiori informazioni sui controlli sanitari obbligatori in Germania sono reperibili QUI (FAQ in inglese del Ministero federale della Salute).

INGRESSO IN GERMANIA DA PAESI TERZI

L'ingressso (e il transito) è consentito sempre a:

  • cittadini tedeschi o di Paesi UE+ (ma vd. infra sezione sui controlli sanitari obbligatori);
  • cittadini stranieri che siano residenti in Germania o in Paesi UE+ (con titolo di soggiorno di lunga durata);
  • ai familiari stretti di queste categorie (coniugi, figli minorenni e non sposati, genitori di figli minorenni);
  • alle persone che risiedono nei seguenti Paesi: Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Tailandia, Uruguay (per Cina, Hong Kong, Macau, Corea del Sud e Giappone la decisione sarà valida soltanto quando sarà garantita la reciprocità).

L'ingresso (e il transito) è ancora sottoposto a restrizioni per tutte le categorie di cittadini non ricompresi in una delle categorie di cui sopra. Costoro:

  • possono fare ingresso in Germania soltanto se hanno comprovati motivi di urgenza: tra questi, motivi di lavoro (solo nei settori che possono considerarsi "critici", o "systemrelevant"), urgenti motivi di salute, motivi familiari (come ad esempio il ricongiungimento o la visita a coniugi e figli minori) o di studio;
  • possono transitare in Germania, solo se dimostrano che continueranno il viaggio verso un Paese terzo, che il transito è “necessario” (cioè che non esistono tratte alternative dirette) e che l’ingresso sarà consentito dal Paese di destinazione. È comunque consigliabile prendere contatto con la Polizia federale tedesca per evitare difficoltà in frontiera.

Maggiori informazioni sull'ingresso in Germania sono reperibili QUI (FAQ in tedesco della Polizia federale).

I motivi di urgenza per fare ingresso in Germania da Paesi terzi devono essere opportunamente documentati, e in assenza di documentazione adeguata l'ingresso può essere negato. NON è necessario (né possibile) ottenere dall’Ambasciata una sorta di “autorizzazione preventiva” all’ingresso in Germania: la decisione in merito spetta unicamente all’agente della Polizia Federale che valuterà la documentazione comprovante i motivi stringenti di necessità, al momento dell’ingresso in frontiera.

Pertanto, le persone che intendono fare ingresso in Germania provenendo da Paesi terzi senza rientrare chiaramente in una delle categorie cui l'ingresso sia esplicitamente consentito da parte della Polizia tedesca sono invitate a rivolgersi all'Ufficio della Bundespolizei competente per il valico di frontiera da cui vorrebbero fare ingresso, illustrando la propria situazione (e allegando la documentazione in proprio possesso).

Gli indirizzi email degli Uffici della Bundespolizei presso i principali aeroporti tedeschi sono: Aeroporto di Francoforte sul Meno: bpold.frankfurt@polizei.bund.de; Aeroporto di Monaco di Baviera: bpol.muc@polizei.bund.de; Aeroporto di Berlino Tegel: bpoli.tegel@polizei.bund.de; Aeroporto di Duesseldorf: bpolifh.dus@polizei.bund.de. I recapiti dei posti di Polizia presso altri aeroporti si trovano facendo una ricerca su internet o attraverso questo link della Bundespolizei.

Regole sulla quarantena in vigore nei singoli Länder

 

BUNDESLAND  
Amburgo  
Assia  
Baden-Württemberg  
Bassa Sassonia  
Baviera  
Berlino  
Brandeburgo  
Brema  
Meclemburgo-Pomerania Anteriore  
Nordreno-Vestfalia  
Renania-Palatinato  
Saarland  
Sassonia  
Sassonia-Anhalt  
Schleswig-Holstein  
Turingia  

 

 

3) CORONAVIRUS: MISURE ADOTTATE IN ITALIA

LA SECONDA ONDATA di Covid-19 (da ottobre 2020)

A fronte di un nuovo peggioramento della situazione epidemiologica del Paese, il Governo italiano ha adottato a partire da ottobre 2020 nuove, stringenti misure di contenimento del contagio.

Dal 7 ottobre (DL) è obbligatorio in Italia portare sempre con sè la mascherina, quando si esce dalla propria abitazione. L'uso della mascherina è obbligatorio, oltre che nei luoghi chiusi (diversi dalle abitazioni private), anche all'aperto, a parte i casi in cui ci si trovi continuativamente isolati da persone non conviventi, e fatte salve le regole che permettono lo svolgimento di particolari attività economiche e quelle previste per il consumo di cibo e bevande. Eccezioni a tale obbligo sono previste inoltre per i minori di 6 anni, per chi svolge attività sportiva e per chi, acausa di patologie o disabilità, non può portare la mascherina.

Il 13 ottobre, a seguito del peggioramento della situazione epidemiologica nel Paese, il Governo ha adottato un ulteriore DPCM che prevedeva altre importanti misure di contenimento.

Il 24 ottobre il Governo ha annunciato l'adozione di un semi-lockdown, con le seguenti misure in vigore fino al 24 novembre:

  • E' fortemente raccomandato di evitare gli spostamenti non indispensabili;
  • E'confermato l'obbligo di mascherina sia al chiuso che all'aperto (v. sopra); anche nella propria abitazione è fortemente raccomandato l'uso della mascherina, quando siano presenti persone non conviventi;
  • Ristoranti, bar e simili devono chiudere alle ore 18 e fino alle 5. Il servizio al tavolo è comunque consentito ad un massimo di 4 persone (salvo il caso in cui siano tutti conviventi). E' consentito il servizio da asporto, mentre non é possibile consumare cibo o bevande nelle vicinanze degli esercizi dopo le 18;
  • I singoli Comuni possono imporre la chiusura delle piazze a partire dalle ore 21;
  • Tutte le attività sportive (tranne quelle considerate di interesse nazionale, come i campionati di calcio, che però si svolgono a porte chiuse) sono vietate, gli impianti sciistici sono chiusi (tranne che per i professionisti), come anche le palestre e i centri termali;
  • Nelle scuole superiori, almeno il 75% della didattica deve svolgersi a distanza (e prevedendo orari di entrata scaglionati per la parte in presenza);
  • Sono chiusi cinema e teatri, parchi divertimento e discoteche;
  • Sono vietate fiere e sagre, oltre che feste di qualsiasi genere (anche a seguito di cerimonie);
  • I musei restano aperti, ma con misure di contingentamento rafforzate.

Il testo del DPCM è disponibile QUI (con allegati).

Con il nuovo DPCM adottato il 3 novembre (in vigore dal 6 novembre e fino al 3 dicembre) è stato previsto un inasprimento delle misure: il nuovo testo prevede alcune misure valide su tutto il territorio nazionale e altre che si applicano in maniera diversa alle singole Regioni, in base ad una classificazione delle stesse legata al livello di rischio (rischio medio, alto o di massima gravità, cd. aree gialle, arancioni e rosse).

Le nuove misure in vigore su tutto il territorio nazionale sono le seguenti:

  • Forte raccomandazione ad evitare gli spostamenti se non per motivi di lavoro, studio, salute o urgenze;
  • Limitazione della circolazione delle persone tra le 22 e le 5 (cd. "coprifuoco"): è vietato circolare dopo le 22, se non per motivi di lavoro o di urgenza (chi esce deve avere l'autocertificazione con sè);
  • Didattica a distanza per le scuole superiori (salvo attività di laboratorio);
  • Chiusura di musei e mostre;
  • Chiusura dei centri commerciali nei weekend (giornate festive e prefestive);
  • Limite massimo di riempimento dei mezzi pubblici fissato al 50%;
  • Chiusura di bar, ristoranti e simili alle 18 (ma è consentita la consegna a domicilio e, fino alle 22, l'asporto).

In aggiunta a tali disposizioni, nelle Regioni "di livello 3" (rischio alto, Regioni arancioni) sono in vigore le seguenti regole:

  • Divieto di entrata e uscita dalla Regione, se non per motivi di lavoro, salute, necessità e rientro al proprio domicilio;
  • Divieto di spostamento in Comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione, se non per motivi di lavoro, studio, salute, necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune;
  • Chiusura di bar, ristoranti e simili (consentita solo la consegna a domicilio e, fino alle 22, l'asporto).

Nelle Regioni classificate come "di livello 4" (situazione di massima gravità, Regioni rosse), valgono invece queste regole:

  • Divieto di entrata e uscita dalla Regione, se non per motivi di lavoro, salute, necessità e rientro al proprio domicilio;
  • Divieto di spostamenti dal proprio domicilio, se non per motivi di lavoro, salute, necessità;
  • Chiusura di bar, ristoranti e simili (consentita solo la consegna a domicilio e, fino alle 22, l'asporto);
  • Chiusura dei negozi al dettaglio (tranne alimentari, farmacie ed edicole);
  • Sospensione di tutte le attività sportive (è consentito fare passeggiate solo individualmente e in prossimità della propria abitazione, con obbligo di mascherina e di distanziamento dalle altre persone, e attività sportiva solo all'aperto e individualmente);
  • Didattica a distanza per tutte le classi successive alla prima media.

La classificazione delle Regioni nei livelli di rischio è competenza del Ministro della Salute, sentiti i Presidenti delle Regioni. Dal 15 novembre le Regioni di livello arancione sono Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia e Umbria, quelle di livello rosso sono Abruzzo, Campania, Toscana, Valle d'Aosta, e Provincia Autonoma di Bolzano (la classificazione è soggetta a verifica dopo 15 giorni).

Il 3 dicembre è stato adottato un nuovo DPCM (con allegati) che prevede la proroga delle misure di contenimento già in vigore (diverse a seconda della classificazione delle Regioni tra aree gialle, arancioni e rosse) fino al 15 gennaio 2021. Sono inoltre state concordate ulteriori misure, maggiormente restrittive, per evitare un peggioramento della situazione in coincidenza con le festività natalizie:

  • Nel periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, su tutto il territorio nazionale (e quindi indipendentemente dalla fascia di rischio in cui è classificata la Regione in cui ci si trova) è vietato qualsiasi spostamento in altre Regioni o Province autonome; il 25, il 26 dicembre ed il 1° gennaio è vietato spostarsi in Comuni diversi da quello in cui ci si trova (in entrambi i casi, salvo per motivi di lavoro, di salute, di necessità o di rientro al proprio domicilio). E’ comunque proibito per tutto il periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio raggiungere seconde case ubicate in altre Regioni (e il 25, il 26 dicembre e il 1° gennaio anche raggiungere seconde case ubicate in altri Comuni);

  • Gli italiani che si troveranno all’estero per turismo tra il 21 dicembre ed il 6 gennaio dovranno sottoporsi, al rientro, alla quarantena. Anche i turisti stranieri che entreranno in Italia nello stesso periodo dovranno rispettare la quarantena;

  • Gli impianti sciistici saranno chiusi fino al 6 gennaio;

  • Dal 21 dicembre al 6 gennaio saranno sospese le crociere;

  • Dal 7 gennaio riprenderà gradualmente (inizialmente, al 75%) la didattica in presenza nelle scuole superiori;

  • Restano in vigore le regole relative a bar e ristoranti e il divieto di circolare (salvo per motivi di lavoro, salute o necessità) tra le 22 e le 5. Tale ultimo divieto sarà esteso di due ore il 1° gennaio (dalle 22 del 31 dicembre alle 7 del 1° gennaio);

  • Il 31 dicembre i ristoranti degli alberghi chiuderanno alle 18 (dopo sarà consentito solo il servizio in camera);

  • Dal 4 dicembre al 6 gennaio i negozi potranno restare aperti in tutta Italia fino alle 21; nei fine settimana, fino al 15 gennaio, nei centri commerciali resteranno aperti soltanto gli alimentari, le farmacie, le edicole, i tabaccai e i vivai;

  • Il Governo raccomanda fortemente di non incontrare persone non conviventi in occasione delle festività.

Il 18 dicembre è stato adottato il cd. Decreto Natale, che inasprisce ulteriormente le misure di contenimento per il periodo delle festività natalizie (dal 24 dicembre al 6 gennaio): in particolare, nei giorni 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio tutta l'Italia sarà considerata area rossa (chiusura dei negozi e divieto di uscire dalla propria abitazione se non per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza; è prevista un'eccezione a tale divieto per far visita ad amici e parenti, ma lo spostamento è consentito ad un massimo di due persone; i minori di 14 anni, le persone con disabilità e i conviventi non autosufficienti sono esclusi dal conteggio); nei giorni 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio tutta l'Italia sarà invece zona arancione (apertura dei negozi, possibilità di muoversi all'interno del Comune; chi si trova in Comuni con meno di 5mila abitanti può spostarsi anche verso altri Comuni, ma solo nel raggio di 30 km e non entrando nel Capoluogo di provincia).

Le misure del Decreto Natale sono sintetizzate sul sito del Governo italiano.

A seguito della preoccupazione per il diffondersi di una nuova variante del virus (apparentemente più contagiosa) in Gran Bretagna, il
20 dicembre è stato vietato l'ingresso in Italia a chiunque nei 14 giorni precedenti sia stato (anche soltanto in transito) nel Regno Unito.

 

ARCHIVIO DELLE MISURE ADOTTATE IN PRECEDENZA: IL PRIMO LOCKDOWN e la fase successiva (marzo-settembre 2020)

Il governo italiano ha reagito immediatamente allo scoppio dell’epidemia di Covid-19, adottando importanti misure per il contenimento della diffusione del virus, che hanno riguardato tutto il territorio nazionale.
Inizialmente, il Governo ha vietato (già il 9 marzo) ogni spostamento delle persone fisiche (sia all'interno del territorio nazionale, sia in entrata/uscita), salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Erano inoltre previste limitazioni all'esercizio di tutti i tipi di attività (sportive, di ristorazione, di intrattenimento, ecc.) ed è stata vietata in tutto il Paese ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse, sono stati chiusi musei e monumenti e vietato lo svolgimento di manifestazioni, eventi e spettacoli. Il Governo ha imposto di mantenere sempre la distanza di almeno un metro dalle altre persone ("distanziamento sociale").

Con DPCM del 22 marzo 2020 il Governo ha inoltre sospeso tutte le attività industriali e commerciali, con eccezione di quelle considerate essenziali, ed ha vietato qualsiasi spostamento delle persone fisiche al di fuori del Comune in cui si trovavano, fatta eccezione per spostamenti effettuati per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o di assoluta urgenza. Chiunque rientrava in Italia dall’estero doveva notificare il proprio ingresso alle autorità sanitarie e sottoporsi alla quarantena con sorveglianza attiva, anche in assenza di sintomi.
Le diverse disposizioni per il contenimento del contagio da CoViD-19 adottate nelle prime settimane della crisi dal Governo italiano sono state riunite poi in un unico Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato in data 10 aprile 2020, che prorogava la validità delle disposizioni fino al 3 maggio 2020.

LA FASE 2

Il 26 aprile 2020, prendendo atto del miglioramento della situazione epidemiologica, il Governo ha adottato un ulteriore DPCM che dava avvio alla cd. “Fase 2”, con i primi alleggerimenti delle misure restrittive a partire dal 4 maggio (inclusa la riapertura dei settori manifatturiero, industriale, edile e del commercio all’ingrosso e la possibilità di spostarsi, all'interno della stessa Regione).

Il 17 maggio é stato poi adottato un secondo DPCM sulla Fase 2 (con Allegato) con cui é stato deciso di consentire a partire dal 3 giugno tutti gli spostamenti sia all'interno del territorio nazionale, sia da e per i paesi UE (+ Svizzera, Norvegia, Liechtenstein, Islanda, Gran Bretagna, Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco, Città del Vaticano e San Marino): per ulteriori informazioni sulle modalità di ingresso in Italia da Paesi extra UE, consultare l'apposita sezione di questo sito.

Nello stesso DPCM sono state inoltre definite nel dettaglio le modalità e le tempistiche per la riapertura di tutti i settori di attività, e sono stati stabiliti i criteri stringenti di sicurezza che devono essere applicati nei singoli settori, per prevenire il rischio di una nuova diffusione del virus.

Tra le misure più importanti si segnalano:

-Chi ha febbre superiore a 37,5 è tenuto a restare in casa, contattare il proprio medico e limitare al minimo i contatti interpersonali.

- Il distanziamento sociale va sempre rispettato, nei limiti del possibile, quando si incontrano persone che non fanno parte del proprio nucleo familiare (se non è possibile rispettare la distanza, é necessario portare la mascherina).

- L'uso di mascherine (o comunque di copertura di bocca e naso) è obbligatorio per tutti coloro che entrano in luoghi chiusi aperti al pubblico, inclusi i mezzi pubblici.

- Possono ormai riaprire tutte le attività commerciali, i musei, le biblioteche e i servizi alla persona (parrucchieri, estetisti, ecc.), le strutture ricettive e la ristorazione (sempre ovviamente nel rispetto delle norme igieniche e di distanziamento obbligatorie).

- Salvo divieti emessi dai Sindaci, è consentito l’accesso a parchi e giardini (sempre nel rispetto del distanziamento sociale) e l’esercizio di attività sportiva all’aperto o in campi sportivi.

- Sono consentite le cerimonie religiose, nel rispetto delle misure di sicurezza concordate con le singole confessioni (e contenute nell'allegato al DPCM).

-Tutti i datori di lavoro sono tenuti a rispettare le regole dei “Protocolli condivisi di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro”, adottati dal Governo d’intesa con le parti sociali.

- Per i trasporti pubblici sono previste specifiche misure di distanziamento e norme igieniche.

- Le scuole non riapriranno prima di settembre. Sono prorogate le misure tese ad aiutare le famiglie e a consentire il rientro al lavoro dei genitori con figli in età scolare (bonus babysitter, congedo straordinario).

- Il Governo terrà costantemente sotto controllo i dati epidemiologici relativi a tutte le Regioni ed è pronto ad adottare nuovi provvedimenti restrittivi, nel caso i dati relativi al contagio dovessero tornare a raggiungere soglie considerate tali da far prevedere un nuovo aumento della diffusione del virus.

Nell'allegato al DPCM sono riuniti una serie di documenti che riguardano le specifiche modalità di svolgimento, in condizione di sicurezza, di: cerimonie religiose (accordi con tutte le principali confessioni presenti in Italia), servizi di intrattenimento e di custodia per bambini, spettacoli dal vivo e cinema.

Lo stesso allegato contiene inoltre diversi "Protocolli condivisi", adottati di comune accordo tra Governo e parti sociali, relativi alle condizioni di sicurezza da garantire sui luoghi di lavoro (in generale), nei cantieri, nel settore dei trasporti e della logistica e nei trasporti pubblici.

Infine, sempre nell'allegato al DPCM del 17 maggio si trovano le Linee Guida concordate dalla Conferenza Stato-Regioni sugli standard minimi di sicurezza da garantire nei seguenti ambiti: ristorazione, attività turistiche (incluso accesso alle spiagge e agli stabilimenti balneari), alberghi e altre strutture ricettive, servizi alla persona (parrucchieri, estetisti, ecc.), commercio al dettaglio, in esercizi chiusi o in luoghi all'aperto (mercati, fiere, mercatini delle pulci o dell'antiquariato), uffici aperti al pubblico, piscine, palestre, giardini e parchi, musei e biblioteche.

L'11 giugno é stato infine adottato un ulteriore DPCM (con allegati aggiornati), che prevede ulteriori indicazioni circa le misure di contenimento nei vari settori della vita pubblica.

Sul sito del Governo sono disponibili delle FAQ sulla Fase 2, che forniscono maggiori dettagli sulle regole attualmente in vigore e sulla loro interpretazione.

Per informazioni più dettagliate sulle regole concernenti l'ingresso in Italia (Paesi da cui l'ingresso è consentito, Paesi da cui è vietato e Paesi da cui è consentito solo per casi di urgenza; informazioni su obbligo di quarantena, obbligo di test e motivi di esenzione), v. sezione Ingresso in Italia.

ATTENZIONE: alcune Regioni hanno adottato ordinanze specifiche che prevedono regole diverse da quelle sopra esposte, si raccomanda di informarsi nello specifico sulla normativa in vigore nella Regione in cui si intende fare ingresso.

Numerose informazioni sulle regole in vigore nelle strutture turistiche (alberghi, ristoranti, spiagge, ecc.) si trovano sul sito dell'ENIT.

Successivamente, il Governo ha adottato i DPCM 7 agosto 2020 e 7 settembre 2020 (con relativi allegati), con i quali sono state ulteriormente dettagliate e prorogate le misure di contenimento in vigore.

 

4) CORONAVIRUS: INDICAZIONI PER L'INGRESSO IN ITALIA

 

INGRESSI DA PAESI UE+

ATTENZIONE: dal 6 novembre sono in vigore in Italia nuove misure di contenimento, che prevedono (tra le altre regole) il divieto di ingresso nelle Regioni considerate a rischio alto o di massima gravità (livello 3 e 4 Regioni "arancioni" e "rosse"), salvo che per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità e per rientrare al proprio domicilio.

Dal 15 novembre le Regioni di livello arancione sono Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria, quelle di livello rosso sono Calabria, Campania, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d'Aosta, e Provincia Autonoma di Bolzano (la classificazione è soggetta a verifica dopo 15 giorni). Il transito attraverso tali Regioni verso Regioni con livelli di rischio minore è consentito.

Gli ingressi nelle altre Regioni sono normalmente consentiti, senza bisogno di particolari motivi che giustifichino l'ingresso, da tutti i Paesi UE (+Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Gran Bretagna, Irlanda del Nord, Andorra, San Marino, Città del Vaticano e Principato di Monaco).

Tutte le persone che entrano in Italia devono portare con sè durante tutto il viaggio l'apposito modulo di autodichiarazione per l'ingresso dall'estero, debitamente compilato.

Chi entra dai Paesi europei sopra elencati (eccetto Romania, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna, per cui valgono regole diverse, sotto specificate) non è sottoposto all'obbligo di isolamento fiduciario nè all'obbligo di tampone (salvo che non abbia soggiornato in un Paese diverso da questi nei 14 giorni anteriori all'ingresso in Italia).

ATTENZIONE: chi abbia soggiornato o sia transitato negli ultimi 14 giorni prima dell'ingresso in Italia in Romania deve prendere contatto con l'Autorità sanitaria competente per territorio e fare 14 giorni di isolamento fiduciario. Per i casi in cui è prevista l'esenzione dall'obbligo di quarantena, si veda il punto 3.

Chi nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Italia si sia recato (anche solo in transito) in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna è tenuto a prendere contatto con l'Autorità sanitaria e a presentare un test negativo effettuato entro le 72 ore precedenti al momento dell'ingresso, oppure a sottoporsi ad un tampone al momento dell'ingresso o entro le successive 48 ore (fino al momento in cui si dispone del risultato negativo del tampone, è obbligatorio restare in quarantena).

NOVITÀ: A partire dal 10 dicembre, quest'ultima regola (obbligo di prendere contatto con le Autorità sanitarie e di presentare un test negativo- molecolare o antigenico - effettuato nelle 48 ore precedenti l'ingresso in Italia, oppure di sottoporsi a tampone al momento dell'arrivo o entro le successive 48 ore, restando in quarantena fino all'esito negativo) varrà per chi entra in Italia anche da tutti gli altri Paesi UE+ (inclusa la Germania).

ATTENZIONE: regole diverse valgono per il periodo 21 dicembre 2020-6 gennaio 2021: chi, in tale periodo, entra in Italia da Paesi UE+ senza motivi di necessità (lavoro, salute o assoluta urgenza), o chi, sempre nello stesso periodo, rientra in Italia dopo essere stato in Paesi UE+ in tale periodo senza motivi di necessità, sarà sottoposto a quarantena (e non a obbligo di tampone).

Nello stesso periodo, saranno VIETATI GLI SPOSTAMENTI IN REGIONI DIVERSE DA QUELLE IN CUI CI SI TROVA, salvo che per motivi di lavoro, salute, necessità o rientro al proprio domicilio. Ai sensi del "Decreto Natale", nei giorni 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio tutta Italia sarà considerata zona rossa (divieto di lasciare la propria abitazione se non per motivi di necessità, con una deroga per visite a parenti e amici per massimo due persone, minori di 14 anni e conviventi non autosufficienti esclusi), mentre nei giorni 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio sarà considerata zona arancione (possibilità di muoversi nel Comune, ma non di spostarsi verso altri Comuni, con deroghe per chi si trova in Comuni sotto i 5mila abitanti).

Per la descrizione delle misure si vedano le slide sul sito del Governo. Anche in questi casi, le Autorità di Polizia possono impedire l'ingresso in Italia, se la destinazione dichiarata si trova in una Regione (o in un Comune, nei giorni indicati) diversa da quella di ingresso e il viaggio non è giustificato da motivi di necessità.

Si ricorda che le persone residenti in Italia (quindi non iscritte all'AIRE) NON POSSONO circolare sul territorio nazionale con automobili munite di targa straniera (per chi lo fa sono previste multe e anche il sequestro dell'automobile).

Alcune Regioni hanno stabilito, oltre alle norme nazionali sopra descritte, regole specifiche per l'ingresso nel territorio regionale. Si raccomanda quindi a chi fa ingresso nel Paese di informarsi specificatamente sull'esistenza di eventuali regole diverse, vigenti nelle Regioni che si desidera visitare. Ad esempio la Sicilia ha adottato un'ordinanza che prevede l'obbligo di effettuare un tampone in aeroporto per chiunque entri nell'isola dall'estero, e richiede la segnalazione dell'ingresso tramite apposito portale online. Per le informazioni sull'ingresso in Puglia, cliccare QUI.

Si raccomanda a tutti coloro che fanno ingresso nel Paese di seguire con attenzione tutte le normative in vigore per il contenimento del contagio. Per maggiori informazioni, si veda la sezione apposita di questo sito.

Per ulteriori informazioni sulle regole in vigore nelle varie aree, si vedano le FAQ pubblicate sul sito del Governo italiano.

 

INGRESSI DA PAESI TERZI

Rimangono in vigore le limitazioni di ingresso in Italia per chi proviene da Paesi diversi da quelli elencati al punto 1 (UE+). Per chi si trova in tali Paesi è consentito entrare in Italia soltanto per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, per motivi di salute, di studio o per fare rientro presso il proprio domicilio o residenza (si deve tuttavia trattare di rientro stabile in Italia: una volta rientrati, non sarà cioè possibile fare “avanti e indietro” con altre abitazioni che si trovano in Paesi terzi).

Al di là di tali casi, l'ingresso nelle Regioni con livello di rischio basso è generalmente consentito (cioè anche senza uno dei motivi di urgenza indicati nel paragrafo precedente) a:

1) chi è residente in uno dei seguenti Paesi: Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay;

2) chi è cittadino UE o è residente stabilmente in un Paese UE (o è familiare stretto - cioè coniuge, partner, stabile figlio fino a 21 anni, genitore convivente, altro familiare dipendente per ragioni di disabilità - di cittadino UE o straniero residente in UE).

ECCEZIONE IMPORTANTE: alle regole sopra descritte fanno eccezione i casi delle persone che, nei 14 giorni antecedenti al viaggio, abbiano soggiornato o siano transitate per uno dei seguenti Paesi (indicati al punto F dell'allegato 20 del DPCM): Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Colombia, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù e Repubblica dominicana. Per chiunque sia stato in tali Paesi negli ultimi 14 giorni l'ingresso in Italia è vietato. Le uniche eccezioni al divieto (sempre per l'ingresso nelle Regioni a basso rischio) riguardano: i cittadini italiani o stranieri che siano residenti anagraficamente in Italia da data anteriore al 9 luglio 2020 (16 luglio per Montenegro e Kosovo, 13 agosto per la Colombia) e i loro stretti familiari (discendenti e ascendenti conviventi, coniuge, parte di unione civile, partner stabile), a condizione che possano presentare al momento dell'imbarco un test risultato negativo ed effettuato non oltre 72 ore prima della partenza; funzionari e agenti dell'Unione Europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati, personale militare nell'esercizio delle loro funzioni; solo per Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia del nord, Montenegro, i membri di equipaggi e il personale viaggiante dei mezzi di trasporto terrestre, esclusivamente per motivi di lavoro, solo per transito (massimo 36 ore) o breve permanenza in Italia (massimo 120 ore).

Anche le persone che rientrano nei casi di eccezione sopra riportati potranno fare ingresso nelle Regioni con livello di rischio alto o di massima gravità (livello 3 e 4, Regioni "arancioni" e "rosse") soltanto per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità o per rientrare al proprio domicilio. Il transito attraverso tali Regioni verso Regioni con livelli di rischio più bassi è consentito.

Si ricorda che tutte le persone che entrano in Italia devono portare con sè durante tutto il viaggio l’apposito modulo di autodichiarazione per l'ingresso dall'estero, debitamente compilato.

Una volta in Italia, il viaggio verso il domicilio prescelto per la quarantena dovrà proseguire con mezzi privati (anche se è consentita la prosecuzione con un ulteriore volo verso altra destinazione nazionale, se non si esce dall'area aeroportuale).

OBBLIGO DI QUARANTENA/OBBLIGO DI TAMPONE

Chiunque entri in Italia da Paesi diversi da quelli UE+ (v. elenco al punto 1) o dalla Romania, o vi sia transitato negli ultimi 14 giorni prima dell'ingresso in Italia, è tenuto a mettersi in contatto con le Autorità sanitarie competenti per territorio per segnalare il proprio ingresso e sottoporsi alla quarantena con sorveglianza attiva per 14 giorni (nella propria abitazione o in qualsiasi luogo a scelta dell'interessato).

Chi nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Italia si sia recato (anche solo in transito) in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna è tenuto a prendere contatto con l'Autorità sanitaria e a presentare un test negativo effettuato entro le 72 ore precedenti al momento dell'ingresso, oppure a sottoporsi ad un tampone al momento dell'ingresso o entro le successive 48 ore (fino al momento in cui si dispone del risultato negativo del tampone, è obbligatorio restare in quarantena; ovviamente, la quarantena sarà obbligatoria anche per chi dovesse risultare positivo).

NOVITÀ: A partire dal 10 dicembre, quest'ultima regola (obbligo di tampone) sarà applicata anche a chi faccia ingresso in Italia da tutti gli altri Paesi UE+ (quindi anche a chi entri dalla Germania).

Attenzione: dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 chiunque entri in Italia per motivi di turismo da Paesi UE+ o chiunque rientri in Italia dopo essere stato in Paesi UE+ per motivi di turismo dovrà sottoporsi all'obbligo di quarantena (e non soltanto all'obbligo di tampone).

ECCEZIONI ALL'OBBLIGO DI QUARANTENA/DI TAMPONE

L’obbligo di quarantena o di tampone (a seconda dei casi) sopra descritto non si applica:

a) all'equipaggio dei mezzi di trasporto;

b) al personale viaggiante;

c) ai movimenti da e per San Marino e Città del Vaticano

d) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;

e) Le persone che fanno ingresso in Italia per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della Salute, non sono sottoposte a quarantena ma devono obbligatoriamente presentare al momento dell'imbarco un test risultato negativo e effettuato nelle precedenti 72 ore.

Se asintomatiche e se negli ultimi 14 giorni non si sono recate (nemmeno in transito) nei Paesi indicati al punto F dell'allegato 20 del DPCM (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Colombia, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù e Repubblica dominicana), anche le seguenti ulteriori categorie di persone sono esentate dall'obbligo di quarantena o di tampone:

  1. chiunque faccia ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l'obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale (se ciò non è possibile, tornano ad essere valide le regole generali riguardo l'obbligo di quarantena o di tampone, a dipendenza dei casi);

  2. chiunque transiti, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l'obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale (se ciò non è possibile, tornano ad essere valide le regole generali riguardo l'obbligo di quarantena o di tampone, a dipendenza dei casi);

  3. chiunque sia residente in un Paese UE+ o in Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay e faccia ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro (nel caso delle persone che si siano recate in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna nei 14 giorni precedenti l'ingresso in Italia, tale eccezione vale soltanto entro il limite delle 120 ore, v. caso a);

  4. personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di funzioni sanitarie;

  5. lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;

  6. personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;

  7. funzionari e agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari, personale militare e delle forze di polizia, italiane e straniere, e vigili del fuoco nell'esercizio delle loro funzioni;

  8. alunni e studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

Anche le persone che rientrano nelle categorie sopra elencate, se rientrano da Paesi per cui sono normalmente previsti obblighi di tampone o di quarantena, devono comunque segnalare il proprio ingresso nel Paese all'Autorità sanitaria, impegnandosi anche ad iniziare la quarantena (o ad effettuare il tampone), nel caso fossero superati i limiti temporali previsti (in alcuni casi) per l'esenzione.

Per ulteriori informazioni sulle condizioni per l§ingresso in Italia, consultare il FOCUS sul sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

COME FARE INGRESSO IN ITALIA DALLA GERMANIA

Di fronte al nuovo peggioramento della situazione epidemiologica e all'adozione di stringenti misure di contenimento del contagio, sia in Germania che in Italia, i collegamenti tra i due Paesi saranno presumibilmente ridotti (a causa della riduzione del numero di passeggeri).

Si raccomanda a chi vuole viaggare tra Italia e Germania di verificare sempre con la compagnia l'operatività del collegamento.

  • Aereo

    Tra la Germania e l'Italia sono sempre rimasti operativi diversi voli di collegamento (Alitalia e Lufthansa, inclusa la compagnia dipendente Eurowings), con partenze giornaliere da Francoforte e Monaco e più raramente da Berlino e Düsseldorf.
    Anche alcune compagnie low cost avevano ripreso a volare regolarmente tra i due Paesi. Per informazioni sull'effettiva operatività dei voli é necessario prendere contatto direttamente con le compagnie aeree.
    E' anche opportuno chiedere informazioni alla compagnia sulla documentazione richiesta per l'imbarco (considerato che a volte le compagnie richiedono più documenti - o documenti diversi - rispetto a quanto previsto dalla normativa dei due Paesi).

  • Bus

    Alcune compagnie di viaggi in bus hanno annunciato di voler ridurre o cancellare i viaggi previsti nelle prossime settimane (Flixbus ad esempio ha annullato tutti i suoi viaggi all'interno della Germania per tutto il mese di novembre): per conferma dell'operatività dei collegamenti, è necessario contattare direttamente le compagnie di trasporto.

  • Treno

    Al momento non risulta una riduzione dei collegamenti ferroviari né tramite la Svizzera, né attraverso l'Austria.

  • Auto

    Il transito in automobile è sempre stato consentito sia attraverso la Svizzera, che attraverso l'Austria. Il transito è ancora consentito senza limitazioni in entrambi i Paesi.

VOLI "COVID-TESTED" ED ESENZIONE DALLA QUARANTENA

Con Decreto del Ministero della Salute si esonerano dagli obblighi di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario (quarantena), in via sperimentale, i passeggeri che arrivino in Italia esclusivamente all'Aeroporto "Leonardo da Vinci" di Roma, e che abbiano eseguito un test antigenico obbligatorio al momento dell'imbarco oppure possano presentare una certificazione attestante il risultato negativo di un test molecolare (RT PCR) o antigenico, effettuato per mezzo di tampone non oltre le 48 ore precedenti l'imbarco. 

Tale decreto si applica soltanto a chi provenga dagli aeroporti "Frankfurt am Main" di Francoforte sul Meno, "Franz Joseph Strauss" di Monaco di Baviera, "Hartsfield-Jackson" di Atlanta, "Newark" e "John Fitzgerald Kennedy" di New York.

Il decreto è valido fino alla data del 15 febbraio 2021, salvo future proroghe.

 

5) RACCOMANDAZIONI DELLE AUTORITA’ SANITARIE TEDESCHE

Per quanto riguarda le raccomandazioni sanitarie delle autorità tedesche, si possono trovare tutte le informazioni sul sito del Robert Koch Institute e del Ministero Federale della Sanità (anche in inglese). In particolare si segnalano le informazioni presenti nell’apposita scheda informativa plurilingue.

Nei singoli Länder sono stati istituiti diversi numeri verdi per informazioni o segnalazioni riguardanti il Coronavirus. Nella circoscrizione consolare di Monaco di Baviera si consiglia di rivolgersi alla Hotline dedicata del Land raggiungibile per telefono +49 9131 6808 5101) o per email coronavirus@lgl.bayern.de, al proprio medico di base oppure alla guardia medica (116117).

Al momento, le autorità sanitarie tedesche raccomandano:
· a chi negli ultimi 14 giorni sia entrato in contatto con persone di cui sia provata l’infezione da coronavirus: di rimanere in casa e di prendere immediatamente contatto telefonico con le competenti autorità sanitarie.
· a chi negli ultimi 14 giorni si sia recato in un'area definita dal Robert Koch Institut come area a rischio (inclusa l'Italia), in Svizzera o in Austria, anche in assenza di specifici sintomi: di evitare i contatti non necessari con le altre persone e di rimanere in casa, nel limite del possibile. Nel caso dovessero comparire sintomi riconducibili al virus (febbre, tosse secca), tali soggetti sono invitati a prendere contatto telefonico con le competenti autorità sanitarie o con un medico di base. Le persone che presentano i sintomi sono invitate a seguire le raccomandazioni relative al frequente lavaggio delle mani e alla necessità di coprire la bocca (nell’incavo del gomito o con un fazzoletto, da gettare immediatamente dopo) quando si tossisce o si starnutisce.
· a chi negli ultimi 14 giorni si sia recato in altre aree in cui si sono registrati casi di contagio e presenti sintomi riconducibili al Covid – 19 (febbre, tosse secca): di evitare i contatti non necessari con le altre persone, di rimanere in casa, nel limite del possibile, e di prendere contatto telefonico con le competenti autorità sanitarie o con un medico di base.
L'Ufficio sanitario competente può essere ricercato qui.

 

6) CORONAVIRUS: RIDUZIONE DEI SERVIZI CONSOLARI

A causa dell'emergenza CORONAVIRUS, si informa che il Consolato Generale limiterà fino a data da destinarsi l'accesso al pubblico, al fine di assicurare la salute degli utenti e del personale.

Dall'8 giugno il Consolato Generale ha ripreso l'erogazione di tutti i servizi, nel rispetto delle attuali regole di igiene, distanziamento interpersonale e precauzione.

La ricezione del pubblico rimane ammessa solo su appuntamento, fatti salvi i casi di comprovata urgenza.

Chiunque acceda ai locali del Consolato Generale deve indossare la mascherina o altra protezione per bocca e naso, sottoporsi al controllo della temperatura corporea e disinfettare le mani al momento dell'ingresso.

All'interno del Consolato Generale deve essere mantenuta la distanza interpersonale necessaria a garantire 20 metri quadri di superficie libera intorno a sé nelle sale d'attesa, e una distanza di 1,5 metri nei punti di passaggio, fatti salvi i componenti di uno stesso nucleo familiare convivente.

Dove siano presenti barriere protettive tra le persone, non vi è obbligo di mantenere una distanza reciproca minima.

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7) CORONAVIRUS: ACCESSO SEMPLIFICATO ALLE PRESTAZIONI SOCIALI IN GERMANIA

Il COMITES di Dortmund e ItalUIL hanno redatto un vademecum sull'accesso alle prestazioni sociali in Germania nel periodo dell'emergenza per l'epidemia da Coronavirus.

Il vademecum è scaricabile al seguente link (formato PDF)

 

8) CORONAVIRUS: AIUTO IMMEDIATO PER IMPRESE E LAVORATORI AUTONOMI (SOLO-SELBSTSTӒNDIGE)

Le istituzioni tedesche offrono alle imprese numerosi strumenti per contenere gli effetti della crisi, tra cui le seguenti:

  1. Kurzarbeitergeld (Cassa integrazione)
    Sono state migliorate le condizioni di ricorso alla cassa integrazione o “Kurzarbeitergeld” fino al 31 dicembre 2020: è ora possibile ricorrervi anche solo per il 10% dei dipendenti di una impresa, con il pieno rimborso delle contribuzioni sociali da parte dell’Agenzia per il lavoro e con l’estensione dell’applicazione anche al lavoro interinale. La cassa integrazione può essere concessa su richiesta caso per caso dalla rispettiva Agenzia per il lavoro competente. La sussistenza di condizioni per la concessione della cassa integrazione è verificata dall’Agenzia per il lavoro caso per caso. Ulteriori informazioni in tedesco sono disponibili QUI.

  2. Sostegno immediato per micro-imprese e lavoratori autonomi (“Solo-Selbständige”)
    Il Governo federale ha approvato un programma di aiuti dal volume massimo di 50 miliardi di euro per micro-imprese in tutti i settori (compresa l’agricoltura) e lavoratori autonomi (“Soloselbständige”) e liberi professionisti soli o con fino a 10 dipendenti ritrovatisi in difficoltà a causa del Coronavirus. L’aiuto finanziario immediato consiste in un contributo una tantum a fondo perduto per 3 mesi, fino a 9.000 € per imprese con massimo 5 dipendenti (equivalenti a tempo pieno) e fino a 15.000 € per imprese con massimo 10 dipendenti (equivalenti a tempo pieno). Se il locatore riduce il canone di locazione di almeno il 20%, il contributo eventualmente non esaurito può essere utilizzato anche per ulteriori due mesi.
    > La nota esplicativa in tedesco sui punti chiave dell'aiuto finanziario immediato è disponibile QUI.
    > Un elenco degli enti dei Länder responsabili per la concessione degli aiuti è disponibile QUI.

  3. Finanziamenti federali per consulenze a PMI e liberi professionisti
    Dal 3 aprile il Ministero federale dell’Economia e dell’Energia finanzia al 100% consulenze professionali per PMI colpite dalla crisi da Coronavirus, ivi compresi liberi professionisti, dal valore fino a 4.000 €. I costi sostenuti dallo Stato comprendono la consulenza, gli onorari, costi di viaggio ma non l’IVA. Le condizioni di finanziamento migliorate resteranno in vigore fino a fine 2020.
    La richiesta può essere presentata all’Ufficio federale per l’economia e il controllo delle esportazioni (BAFA).
  4. Agevolazioni fiscali
    FAQ e ulteriori informazioni sulla concessione di differimenti d’imposta facilitata, pagamenti anticipati e esclusione di misure esecutive o maggiorazioni in caso di inadempimenti sono disponibili sul sito del Ministero federale delle Finanze.

  5. Banca dati federale dei finanziamenti
    La banca dati federale dei finanziamenti (in tedesco) fornisce una visione d’insieme dei programmi di finanziamenti disponibili a livello federale, dei singoli Länder e dell’Unione europea.

  6. Crediti agevolati
    Per prestiti in capitale circolante concessi dal sistema bancario per investimenti e beni operativi per imprese in difficoltà a causa del Coronavirus, il Kreditanstalt für Wiederaufbau assume fino al 100% del rischio. Ulteriori informazioni sui diversi programmi di KfW per imprese di diverse dimensioni e longevità sul mercato sono disponibili in tedesco QUI.
    In particolare, si segnala il programma di credito rapido con garanzia federale del 100% tramite KfW e tasso d’interesse del 3% che può essere richiesto dalle aziende alle proprie banche di fiducia a partire dal 15 aprile 2020.
    KfW non eroga direttamente il prestito, ma fornisce un orientamento online per preparare la richiesta di credito presso la propria banca di fiducia QUI (in tedesco).
    Inoltre, le imprese possono fare riferimento alle garanzie delle banche statali di garanzia (Bürgerschaftsbanken).

  7. Garanzie alle esportazioni
    Con garanzie di credito all’esportazioni c.d. “coperture Hermes” possono essere ora assicurati crediti all'esportazione a breve termine (fino a 24 mesi di durata del credito) anche per scambi all’interno dell'UE e in selezionati Stati OCSE (Australia, Canada, Giappone, Islanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Svizzera e USA).

    > Ulteriori informazioni sono disponibili in tedesco sul sito di Euler Hermes.
    > Un elenco di consulenti di Euler Hermes sul territorio nazionale tedesco per potenziali clienti è disponibile QUI.

  8. Abrogazione delle restrizioni alle esportazioni di dispositivi di protezione individuale (DPI) verso Paesi UE
    A seguito dell'entrata in vigore del Regolamento UE 2020/402 del 14 marzo 2020, la Germania ha abrogato, il 19 marzo 2020, l’ordinanza nazionale di restrizioni alle esportazioni di dispositivi di protezione individuale (DPI) verso tutti i Paesi UE.
    Ai sensi del regolamento UE 2020/402, solo le esportazioni di dispositivi di protezione individuale fuori dall’Unione europea sono soggette a un regime di autorizzazione europeo.
    Il Governo federale si riserva di valutare regolarmente la situazione, sia con riferimento a future evoluzioni nel mercato interno, sia in vista della necessaria gestione unitaria a livello UE della concessione di esportazioni verso Stati terzi sulla base del Regolamento UE 2020/402.
    Nell'ambito della valutazione si prenderà in considerazione anche che gli Stati terzi devono essere messi in condizione di coprire il fabbisogno di beni vitali sul proprio territorio nazionale. Se necessario si deciderà sulla base di tale valutazione una nuova ordinanza secondo la legge federale sul commercio estero (Aussenwirtschaftsgesetz).

Approfondimenti:

- L'ordinanza abrogativa del 19 marzo 2020 è disponibile QUI (in tedesco).
- L'ordinanza che istituiva il divieto di esportazioni di dispositivi di protezione individuale del 12 marzo 2020, abrogata il 19 marzo, è disponibile QUI (in tedesco).
- Comunicato stampa dell’Ufficio federale per l’Economia e Controllo delle Esportazioni (in tedesco).

 

 


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